Linux Day 2020? Online!

Un sito di Linux e OpenSource che non parlasse del Linux Day sarebbe strano quasi quanto se ne parlasse PcProfessionale.

E sarebbe altrettanto strano se delle persone tecnicamente preparate non pensassero ai problemi di questo periodo per metterci intelligentemente una toppa: il Linux Day 2020 sarà online.

Cosi, per la famosa serie “il covid fa anche cose buone” non ci sarà più l’imbarazzo della scelta su quale talk seguire, e in più durerà ben due giorni: sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020, ci sarà anche una chat globale.

E per giunta non sarà un Ubuntu day come altre volte, tra le distro trattate ci saranno la tedesca OpensuseDevuan, l’ottima Debian senza Systemd, fondata da Denis “Jaromil” Roio già fondatore di Dyne:bolic, e BeLinux la Lubuntu in versione scolastica.

Il programma è proprio goloso, ci sono tanti e tanti talk su varie materie, l’unica cosa che non ho chiara e se i video dei talk rimarranno online… immagino di si.

Colorare le foto in bianco e nero automaticamente? Con l’Intelligenza Artificiale Open Source!

GARIBALDI-COLOR-DEOLDIFY
Foto archivio Alinari

Bisogna dire che non apprezzo troppo l’intelligenza artificiale, ma a volte funziona e non fa danni, colorare le foto in bianco e nero con gimp e gmic è una cosa lunghetta… ma con l’intelligenza artificiale si fa in un attimo, e viene benino, si può provare qui: https://deepai.org/machine-learning-model/colorizer

Il sorgente, alcuni esempi e istruzioni si trovano su github: https://github.com/jantic/DeOldify peccato che non ci sia nessun pacchetto per le distro o addon per il nostro amato Gimp… in futuro chissà.

Lo sviluppatore dice che si possono anche colorare automaticamente i vecchi film in bianco e nero, ma di sicuro è una cosa che prende più tempo.

P.S. Deoldify non fa le vignette, per quello ci vuole Gimp un po’ di pazienza e il filtro giusto.

Aggiornare Ubuntu 20.04 a Ubuntu 20.10? Se si vuole usare in pieno Gimp meglio di no!

Volevo vedere come andava a finire e ho scaricato Xubuntu 20.10 beta, memore del problemino con gimp-python e naturalmente python-gtk2 non si può più installare, per cui se si vogliono usare i plugin in python (Heal selection è uno dei più noti) di Gimp è meglio tenersi la Ubuntu 20.04 LTS (ed è possibile fino al 2025) e usare il mio trucchetto per farlo funzionare per l’ultima volta.

Non vorrei parlare del problemuccio di installazione che mi è capitato… ma come trattenersi? Durante l’installazione in Virtualbox ho impostato una cara vecchia macchina BIOS e ho lasciato che l’installer facesse liberamente le partizioni… e voilà una macchina U-EFI, senza saperlo installare il boot nella partizione giusta è difficile… tant’è che non l’ho fatto poi ho sistemato, e la cosa in hardware reale non è tanto risolvibile, mentre in Virtualbox basta mettere una spunta per farla diventare EFI e avviarla con il cd di refind e poi installare grub con un semplice

sudo grub-install

La lista delle distribuzioni Linux sconosciute

Quando si è appassionati di distro strane come sono io un bel giorno arriva la domanda in stile Totò : “Ma dove si trovano le distro che non si trovano?”. Ecco qui: https://distrowatch.com/dwres.php?resource=links#new
Confesso che ci sono cascato per caso.

La cosa è cominciata con Mabox, che è nata solo a marzo e non ha una sua pagina in DistroWatch… Però esiste e sta cominciando a piacermi, tanto che ho in progetto di fare fuori Manjaro, su cui è basata oltre a Openbox, Tint2 e Jgmenu di cui fa ampio uso, e usarla al suo posto.

Ho in progetto un trucchetto per infilarci Nemo come filemanager e anche per poter avere le icone sul desktop… così la trucco alla mia maniera!

Browser smemorato… browser migliorato!

Oggi leggo su Il Disinformatico (leggetelo è un’utile informazione… anche i commenti) di un caso di furto automatico di pin… con furto di soldi veri, e sono ben contento di tenere “disinformato” il mio browser riguardo alle mie informazioni, e di evitare come il diavolo lo riempimento automatico dei campi dei form (avrò ciccato due articoli?) è comodo avere i campi (sono quei rettangoli dove si scrivono i dati personali) che si riempono da soli… ma si riempiono da soli anche quando non si vuole, e purtroppo sono sempre sinceri, così tutte le volte scrivo “a mano” le informazioni, ho una tastiera per questo!

Esistono delle impostazioni nei browser che permettono di non ricordare  nomi utente, password e altre informazioni… che però non sono impostate di default, dopo sarà tutto un digitare e il browser sarà più sicuro.

 

Finalmente scoperti, ovvi, problemi in Flatpak

Leggo su lffl.org che sono stati trovati problemi di sicurezza nei pacchetti di tipo flatpak, la  particolarità di flatpak è quella di portarsi dietro tutte le dipendenze necessarie a funzionare… per rendere più semplice il funzionamento e funzionare dappertutto, un po’ come i setup di Windows. 

Come avevo sentito questo mi era venuto il dubbio riguardo gli aggiornamenti, avendo ben presente che i pacchetti tipici di linux non hanno le dipendenze all’interno ma si basano sulle parti del sistema, così le dipendenze ci sono una sola volta, e se installate ad esempio VLC le librerie QT usate saranno le stesse per tutti i programmi installati, e si aggiorneranno una volta sola per tutte… e questo Windows non lo fa e mal gliene incoglie!

Il problema sta nei permessi che se sono filesystem=host o filesystem=home possono accedere al file system del computer o dell’utente e uscire dalla sandbox.
Già! Ma se non fosse così, se si vuole salvare un file? Non si salva… allora meglio i cari vecchi sistemi.

Bot o non bot: questo è il problema.

L’altro giorno la trasmissione RadioTre Scienza (ascoltatela che merita), parlava di bot (che sarebbe un accorciativo di robot) riferendosi ai chat bot, ossia quelli che noi crediamo persone mentre ci stiamo chattando ma non sono di carne e ossa, sono solo dei programmi più o meno benfatti, ne esistono di buoni utili e sinceri, ma molti sono fatti solo con l’intenzione di tenerci attaccati a chattare fingendosi umani.

Questo mi ha fatto ricordare quando avevo Facebook e mi ero imposto il limite di aggiungere agli “amici” persone che avevo almeno incontrato una volta, e in questo caso la garanzia di carne e ossa c’era… ma non avevo immaginato fosse una misura contro i bot!

Nella trasmisione spiegavano qualche semplice trucco per smascherare i bot, uno semplice è usare i sottintesi che a noi umani sembrano ovvi… ai bot no. Un altro è chiedere “sensazioni” con frasi tipo “come ti sembra la Juve quest’anno?” e siccome i bot non hanno sensazioni si terranno sul vago… ma è inutile chiedere se sono bot, i bot orgogliosi della loro natura sono rari.

Secondo me il trucco migliore è dargli un appuntamento, e farla finita una volta per tutte, se cercano delle scuse e non vengono sono bot, se invece vengono non sono bot… al peggio saranno antipatici, ma umani.

Ecco perché non parlo di Mint

Non parlo di Mint perché parlo già di Debian, di Mx Linux, di Antix Linux, talvolta di Ubuntu… e Mint è una derivata di Ubuntu che a sua volta è una derivata di Debian, il terminale funziona alla stessa maniera delle altre derivate di Debian, quindi basta comprenderlo e adattarsi.

Ad esempio per installare il package manager synaptic (gestore di pacchetti o installatore di programmi) da terminale si fa sempre:

sudo apt install synaptic

L’unica differenza sostanziale di Mint è il desktop Cinnamon, che però non è più un’esclusiva e si può trovare sia su Debian che su Ubuntu e ha delle sue tipiche configurazioni che, però, non comprendono il resto del sistema operativo.

Poi io sono per i desktop leggeri… e Cinnamon non lo è, l’unico pezzo interessante di Cinnamon, secondo me, è il filemanager Nemo, tanto che lo uso in XFCE su MxLinux al posto di Thunar (dovrei fare un piccola guida al riguardo) e su Arcolinux JWM come sostituto di SpaceFM… ma lì ho fatto un incrocio tra XFCE, Picom, JWM e Nemo, e il tutto, con qualche difficoltà, funziona.

NoPhoneSpam: un bel blocco alle chiamate indesiderate su Android… OpenSource

Ci sono troppe troppe chiamate indesiderate… e anche alle ore più improbabili, possibilità di blocco ce ne sono tante da avere l’imbarazzo della scelta, comprese quelle già presenti nel telefono.

Si manifestano due problemi: il primo che la app permetta di usare l’asterisco, che per noi informatici vuol dire “numero di imprecisato di caratteri qualsiasi” e il secondo che la app sia OpenSource… perché se no non ci piace.

Su Fdroid.org troviamo NoPhoneSpam che è di semplice uso, e non ha la pretesa di bloccare liste già pronte ma solo gli scocciatori che impostamo noi… a mano, si può anche usare il copia e incolla.

Vitforlinux-nophonespame-home

Questi i miei “anti preferiti” 

Vitforlinux-nophonespame-settings

Qui le mie impostazioni… e ha già funzionato senza che nemmeno mi accorgessi, bisogna dire che dopo aver capito che i numeri che mi scocciano di più hanno sempre lo stesso prefisso… che non corrisponde a nessun mio amico, perché i miei amici li incontro di persona… e quindi non hanno nessun prefisso è stato facile mettere un bell’* dopo il prefisso e bloccare tutte le chiamate da una zona.

Unico difetto: non c’è l’italiano… ma sopravviveremo.

Kaspersky: Linux sempre più soggetto ad attacchi hacker. VERO! Anche i linuxiani devono tenere le antenne dritte.

Leggo su lffl.org che Kaspersky ha fatto un’ovvia dichiarazione, offrendo anche utili consigli, io già lo sapevo, considerando la miriade di server, e i telefonini ANDROID, i router che non si possono più aggiornare… e tutta la quantità di cose che hanno Linux a bordo… comprese Tesla (leggetelo è incredibile) e SpaceX i posti da attaccare negli anni sono aumentati.

Ci sono anche alcuni “preconcetti di sistema” che offrono posti dove eseguire file remoti su Linux, uno a caso la cartella /tmp che permette esecuzione e root dei file… e basterebbe poco per tapparli di default senza che gli utenti nemmeno si immaginino del cambiamento.

Ad esempio: un amico che non ha le idee molto chiare ha installato addon a casaccio… e anche da siti qualsiasi, così ho potuto vedere l’unico caso di HiJacking del motore di ricerca e della home page del browser su Linux, alle mie spiegazioni opponeva un sonoro “Ma Linux e sicurissimo”, io gli ho ho solo risposto che il problema stava “tra la sedia e lo schermo”, e che doveva stare più attento.

Ora noi pinguini dobbiamo smettere di pensare che c’è un grande padre che ci protegge, cosa che non è mai stata vera.

Rapporto sul cambiamento climatico in Italia della fondazione CMCC Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici

Oggi ho, prima sentito alla radio, poi letto la notizia di questo rapporto sul cambiamento climatico… Che si può scaricare in PDF dal sito… ma sul giornale di questo non ne fanno parola, e nemmeno LINK. 

Siccome sono smemorato, e butterò anche via il giornale, sempre nella differenziata mi raccomando, ecco il link del sito CMCC e il link della pagina del rapporto: https://www.cmcc.it/it/analisi-del-rischio-i-cambiamenti-climatici-in-italia e il LINK del PDF integrale (120 pagine) https://files.cmcc.it/200916_REPORT_CMCC_RISCHIO_Clima_in_Italia.pdf

Ora possiamo immaginarci che clima aspetterà noi e i nostri figli.

XFCE: come impostare il montaggio automatico USB e l’apertura automatica di CD Audio e DVD in VLC. Valido per qualsiasi distro con XFCE, MX linux, Xubuntu, Debian XFCE, Manjaro XFCE…

Non volendo parlare di libdvdcss… e dovete scoprire a che serve! 😛

Voglio parlare di come impostare il montaggio automatico delle pennette usb e dell’apertura automatica di CD audio e DVD in VLC con XFCE. Eh si, il desktop di default in MX Linux, Xubuntu, Debian XFCE e chi più ne ha piu ne metta!

ATTENZIONE: le pennette vengono montate automaticamente, ma poi vanno smontate educatamente facendo clic destro sull’icona presente nel file manager Thunar o sul desktop.

Bisogna andare nel menu, chiamato anche Whisker, e cercare Unità (cosa facile se lo avete in italiano) e cliccare “Unità rimuovibili e supporti”, poi mettere le spunte come nella foto a: Monta i dispositivi rimuovibili collegati, Monta i dischi rimuovibili collegati e a Sfoglia i dischi rimuovibili collegati… ora quando mettete una pennetta o un CD/DVD il filemanager Thunar si aprirà automaticamente.

vitforlinux-xfce-usb-automount

Ma non basta, noi vogliamo anche VLC, che naturalmente deve essere installato, che si apre automaticamente quando mettiamo un CD audio o un DVD.

Dopo aver aperto “Unità rimuovibili e supporti”bisogna cliccare su “Contenuti multimediali” e messa la spunta a “Riproduci i CD audio quando inseriti” alla voce comando bisogna inserire:

vlc cdda://%d

E ora i DVD: dopo aver messo la spunta a “Riproduci i CD, DVD e Blu-ray quando inseriti” alla voce comando bisogna inserire:

vlc dvd://%d

%d vuol dire “device che contiene il supporto”, normalmente viene tradotto in /dev/sr0

vitforlinux-xfce-vlc-dvd-cd-audio

Da me ha già funzionato e sto sentendo un CD di Mozart.

Come ri-avere il login su wordpress-desktop in LINUX

Appena poco fa ho avuto questa schermata di wordpress-desktop (versione 6.0.2) e l’ho già risolta.

wordpress-no-login

ho aperto la cartella ~/.config (vi ricordate che in linux i file di configurazione dell’utente sono nascosti, cominciano con . e si può verderli con Ctrl+h) chiuso il programma wordpress-desktop e cancellato le due cartelle con wordpress nel nome… riaperto wordpress-desktop si sono ricreati e voilà… mi ha ri-chiesto il login senza danno alcuno, naturalmente nome utente e password bisogna saperli 😉

wordpress-no-login-directory

Come pescare xdgmenumaker per Archlinux e Manjaro dai repo Arcolinux

Xdgmenumaker è indispensabile su JWM e altri window manager leggeri per generare automaticamente il menu… il problema è ma dove si potrebbe pescare se AUR non lo avesse più?

Un posto potrebbe essere il repo di Arcolinux, che produce tra le molte altre (21) una derivata di Archlinux con JWM di facilissima installazione (sembra quasi di installare Manjaro).

ecco il link: https://bike.seedhost.eu/arcolinux/arcolinux_repo_3party/x86_64/

Cercate il pacchetto xdgmenumaker e dopo essere andati nella cartella che lo contiene potete installarlo con

sudo pacman -U xdgmenumaker-*.tar.zst

ora potete andare nel codice (cercate .jwmrc) del menu di JWM e aggiungere

<Include>exec:xdgmenumaker -n -i -f jwm</Include>

tra i tag <RootMenu (etc…etc)> e </RootMenu>

Con il nuovo Virtualbox 6.1.14, il kernel Linux 5.8.7 anche in Archlinux ritorna a funzionare.

Finalmente con il nuovo Virtualbox 6.1.14 e il kernel Linux 5.8.7 anche Archlinux è sistemata! Sto scrivendo con Virtualbox attivo e non si blocca!Vitforlinux-Archlinux-Linux5.8.7-Virtualbox-6.1.14

Non mi venite a dire che sto alzato di notte a seguire le versioni dei programmi… Virtualbox è un mio “hobby” senza sono come il jogger senza jogging.

Ah, è bastato aggiornare senza altri magheggi.

Debian 10.5, Linux Liquorix 5.8.3 e Virtualbox 6.1.14… e tutto funziona!

vitforlinux-debian10_5-virtualbox-6_1_14-linux_liquorix5_8

Dopo i miei litigi con linux 5.8… ho fatto pace, provando sulla mia Debian 10.5 un kernel Liquorix e installando l’ultima release di Virtualbox 6.1.14 (che è stata garantita a prova di 5.8) e dopo il riavvio con il nuovo kernel dando nel terminale (cosa che si può fare sulla Debian ma non sulla Archlinux) un bel

sudo /sbin/vboxconfig

Naturalmente se avete una Debian 10.5 con Virtualbox funzionante sul suo bellissimo e stabile kernel 4.19 non dovete correre rischi inutili.

Come ri-avere gimp-python su Archlinux e Manjaro

Gimp-python è scomparso, ho trovato un trucco per Ubuntu e Debian, ma come si fa per ArchLinux e Manjaro?

Semplice il programma ha un altro nome: python2-gimp e si trova in AUR, prima se lo si ha installato bisogna togliere il vecchio gimp-python, poi si può installare attraverso il gestore di pacchetti grafico pamac se si ha AUR abilitato o con yaourt (o yay) con

yaourt -S python2-gimp

e ora se si vuole si può anche installare  gimp-plugin-registry e avere un sacco di plugin, compresi quelli in python che prima non si facevano vedere. 

Storia di un personaggio in difficoltà: l’archeologo del futuro.

Le civiltà precedenti alla nostra non si sono date il problema di farsi capire da noi come loro successori, e molte cose rimangono un mistero.

Ma noi invece ci pensiamo in continuazione e ad esempio progettiamo un backup di tutto e lo mettiamo in “luogo sicuro” su supporti adatti a essere ancora leggibili tra mille anni… Ma ce li mettiamo anche una tavola dell’alfabeto e un vocabolario per comprenderli? Un alimentatore e una macchina durevoli per poter leggere questi insoliti supporti all’archeologo del futuro li lasciamo?

Chi ci dice che gli uomini del futuro useranno l’alfabeto e non direttamente le emoticons?

L’archeologo del futuro si troverà moltissime prese USB, ma nulla che ne spiega il funzionamento, chi lo sa poi il meccanismo segreto di una USB? Io non ho la più pallida idea di cosa ci sia dentro una pennetta USB per farla funzionare… e chissà quanti come me sanno solo che si infila nella porta USB e ci si copiano i dati.

Un infinità di smartphone e tablet che non vanno… ma poi saprà come si caricano e si avviano dato che sopra non c’è scritto? Noi cosa si può infilare in una presa USB micro lo sappiamo, ma all’archeologo del futuro chi lo dirà? Dove troverà i driver per collegare uno smartphone antico ad un computer moderno l’archeologo del futuro?

Einstein potrebbe aver avuto ragione e la quarta guerra mondiale essersi combattuta coi bastoni e allora un tablet sarà una cosa del tutto misteriosa.

Venendo a noi già leggere un floppy disk oggi ha del difficile, per primo deve essersi conservato integro e per secondo ci vuole un computer vecchio che ancora cammina… Immaginiamoci non fra mille anni, ma fra 50, un computer con il floppy disk che già adesso con 17 anni sul groppone fa i capricci all’avvio che farà?

Riuscirà l’archeologo del futuro a scoprire le password dei computer che troverà? E non sta scritta nella sceneggiatura del film… l’archeologo del futuro si troverà nella sua realtà!

Sto provando il kernel Linux 5.8 di Liquorix…

A causa di un lungo litigio con il kernel 5.8 sto provando se è una questione di opzioni di compilazione.

Il kernel Liquorix è un po’ più veloce appare anche più leggero come quantità di RAM usata (è un’inezia), che consuma di più lo dicono anche loro… ma si sa le macchine veloci consumano di più!

L’ho montato sulla mia MiyoLinux (Devuan) con un trucco, ho finto di essere su una normale Debian Buster nella configurazione dei repo in apt, e se già era una scheggia lo è di più.

Seguendo i consigli di Liquorix su Debian va tutto bene ma su Devuan (e immagino altre distro derivate da Debian) arriva un piccolo errore… qui la soluzione:

in /etc/apt/sources.list.d/liquorix.list (vi ricordate che i file di sistema vanno editati da root?)

deb http://liquorix.net/debian/ beowulf main 
deb-src http://liquorix.net/debian/ beowulf main

deve diventare

deb http://liquorix.net/debian/ buster main 
deb-src http://liquorix.net/debian/ buster main

Ho provato a metterlo su Manjaro e il repo “unofficial” di Liquorix per Archlinux non vuole accettare la firma (o sono io che non ho capito come metterla e mi sono arrangiato)… ma è più veloce anche lei, e magia la mia scheda video INTEL ci funziona a dovere (il problema era davvero una questione di opzioni di compilazione)

In /etc/pacman.conf ho aggiunto questo (il SigLevel = Never è il trucco per aggirare la firma che non ho saputo mettere… ma non è saggio farlo).
Vi ricordate che i file di sistema vanno editati da root? Dai l’ho scritto appena prima.

[liquorix]
SigLevel = Never
Server = https://liquorix.net/archlinux/$repo/$arch

Il motivo per cui Virtualbox al momento non funziona con i kernel 5.8 si risolverà con la nuova versione di Virtualbox 6.1.13 che al momento è in testing, se volete usare Virtualbox su Archlinux/Manjaro usate un kernel linux-lts 5.4 adoperando i soliti trucchi per Archlinux/Manjaro e tutto funzionerà.

Linux e l’estetica, c’è anche troppo da scegliere… Il desktop è modulare e molti non lo sanno.

Ogni tanto qualcuno parla dell’estetica di Linux, si vede non hanno ancora chiaro che le distro GNU/Linux danno anche troppa scelta, qui si vedono tre temi preconfezionati di BunsenLabs Lithium (basata su Debian 10), cambiati in un istante attraverso il programma specifico della distro BLOB, che permette di cambiare il tema GTK, il tema del menu JGMENU, il tema della barra TINT, il tema del window manager (contorno finestre) OPENBOX, il tema del diagnostico CONKY, il tema del manager del login LIGHTDM… e ancora altro, e si tratta di file che possono essere letti e modificati, al solo patto di esserne capaci, ma non è difficile come mandare razzi nello spazio, anche se in alcuni film di fantascienza si usa Linux proprio per le sue possibilità estetiche.

Tutte le distro hanno possibilità di personalizzazione spinte molto oltre le possibilità dei sistemi proprietari, si possono cambiare tema delle applicazioni, icone, come al solito sfondo del desktop e si possono modificare le barre presenti e aggiungerne attraverso PLANK o TINT e programmi diagnostici come CONKY.

Il menù WHISKER del desktop XFCE ha sue impostazioni separate dall’aspetto generale… ed è un peccato che si possa avere solo su XFCE.

È una funzione comune nei desktop che le barre possano essere spostate e ridimensionate… fino a ottenere perfino soluzioni “bislacche”.

Esistono anche siti Gnome-look.org dove si possono trovare quei temi, sia delle applicazioni che icone, che magari non si trovano come pacchetti installabili all’interno del gestore pacchetti, è perfino possibile avere l’aspetto di Windows o MacOSX… e perfino del vecchio BEOS.

Molto di più che i semplici colori o la semplice possibilità di avere un deskop “dark”.